Tecnici al top per le imprese ma uno su tre è introvabile

Altro che titoli di serie B, i diplomi tecnici “piacciono” alle imprese sempre di più e un lavoratore su 5 tra quelli assunti nei prossimi 4 anni apparterrà alla categoria. A dirlo è l’ultimo rapporto Excelsior Unioncamere – Anpal che ha stimato per questo ambito tra le 440mila e le 489mila assunzioni entro il 2023, circa il 20% del totale di nuovi posti di lavoro.

Le professioni tecniche sono seconde solo a quelle commerciali e nei servizi (circa il 25% del totale) e precedono quelle specialistiche (16%), gli operai specializzati, gli impiegati, i profili non qualificati e le figure dirigenziali.

Difficili da trovare

Secondo il rapporto Excelsior Unioncamere – Anpal esiste, però, un mismatch tra domanda e offerta di lavoro che per i profili tecnici è intorno al 37%, rispetto al 26% di media generale. Questo significa che su 100 posti di lavoro ben 37 non sono coperti, anche perché le aziende non riescono a trovare professionisti con il curriculum adeguato.

La motivazione prevalente per cui le imprese hanno difficoltà a trovare i diplomati che cercano è il gap di offerta (sono troppo pochi) che spiega il 48% della difficoltà. La seconda motivazione riguarda invece il gap di competenze, che spiega il 42% delle difficoltà: i diplomati ci sarebbero, ma non hanno le necessarie competenze o, più raramente, le caratteristiche personali adatte allo svolgimento della professione.

Gli indirizzi più gettonati

Tra i diplomati più richiesti dalle imprese spiccano quelli a indirizzo amministrativo, finanziario e marketing (278mila posti, il 17% del totale), seguiti dall’indirizzo meccanico e meccatronico (174mila contratti), dal settore turistico ed enogastronomici (131.580), dall’elettronica ed elettrotecnica (86.390) e dall’informatica e tlc (52.550).

I più difficili da trovare, per titolo di studio, sono i diplomati in informatica e telecomunicazioni, quasi la metà (46%). Anche i diplomati in elettronica-elettrotecnica e in meccanica-meccatronica-energia non sono facili da trovare nel 42% dei casi.

Tra le professioni di sbocco per i diplomati, tra i più difficili da trovare ci sono i disegnatori industriali (introvabili in oltre un caso su due), i tecnici elettronici (difficoltà di reperimento al 57,7%) e gli elettrotecnici (71,5%). Nella top ten degli introvabili ci sono anche agenti assicurativi, periti e agenti immobiliari, tecnici meccanici, meccanici collaudatori, tecnici delle gestione finanziaria, addetti all’archiviazione di documenti e tecnici esperti in applicazioni informatiche.

I settori di sbocco principali per i diplomati sono i servizi alle imprese (27,5% di assunzioni in un anno), l’industria manifatturiera (22%), il commercio (20%) e il turismo (13%).

Per avere maggiori chance di entrare nel mondo del lavoro i diplomati devono avere non solo le capacità tecniche strettamente legate alla professione, ma anche una serie di competenze trasversali. La più importante è la flessibilità e capacità di adattamento, ritenuta fondamentale per quasi due terzi dei diplomati. Seguono la capacità di lavorare in gruppo, di saper risolvere problemi e di saper lavorare in autonomia. Inoltre ai diplomati in ingresso, le imprese richiedono skill digitali in quasi il 30% dei casi.


di Francesca Barbieri

Amministrazione, marketing e finanza portano fino all’università

di Flavia De Vincenzi

Tra i vari criteri di scelta del percorso di studi successivo alla scuola media uno dei più importanti riguarda la possibilità di migliori prospettive future al termine dei cinque anni di studi. Una risposta a questa esigenza è rappresentata dal corso di studi relativo all’Istituto tecnico economico a indirizzo amministrazione, finanza e marketing (Afm) che consente, una volta conseguito il diploma, di decidere se proseguire gli studi universitari o di alta formazione tecnica, in particolare in ambito economico, giuridico, informatico, oppure immettersi nel mondo del lavoro in imprese commerciali e industriali, uffici pubblici e privati, enti ed associazioni di categoria, libere professioni (commercialista, consulente del lavoro, consulente fiscale etc.).

Le caratteristiche dell’Afm

Il corso Afm che sostituisce il vecchio corso di Ragioneria, offre la possibilità, attraverso un piano di studi settimanale di 32 ore, di coniugare una buona cultura umanistica e scientifica di base, con una cultura tecnica moderna e dinamica, in grado di conferire allo studente una preparazione a tutto tondo. Questo indirizzo di studi, privilegiando una didattica laboratoriale, promuove un modello formativo flessibile, capace di sviluppare competenze trasversali trasferibili, formando un bagaglio culturale necessario per stare al passo con la rapidità dei mutamenti socio-economici correlati alla “globalizzazione” in funzione delle future esigenze del mercato del lavoro e delle prospettive dello “sviluppo sostenibile”.

Al termine degli studi il diplomato svilupperà una serie di competenze che lo porteranno a sapersi districare all’interno dei macrofenomeni economici nazionali e internazionali, della normativa civilistica e fiscale, dei sistemi e processi aziendali (organizzazione, pianificazione, programmazione, amministrazione, finanza e controllo dei processi),degli strumenti di marketing, dei prodotti assicurativo-contabili, dell’utilizzo delle tecnologie e dei software applicativi per la gestione integrata della amministrazione, della finanza e del marketing.

Le materie base che caratterizzano il biennio di questo istituto prevedono lo studio di materie quali lingua e letteratura italiana, matematica, storia, inglese, una seconda lingua comunitaria e scienze integrate, oltre che ovviamente diritto ed economia.

Al terzo anno

A partire dal triennio si possono scegliere differenti articolazioni.

Nell’articolazione Amministrazione, finanza e marketing oltre a proseguire nello studio delle discipline del biennio viene approfondita la conoscenza di materie quali il diritto, l’economia politica, l’economia aziendale.

Nell’articolazione Sistemi informativi aziendali il profilo si caratterizza per la concentrazione sulla gestione del sistema informativo aziendale e sulla valutazione, scelta e adattamento di software applicativi alle realtà del mondo del lavoro. Materia fondamentale infatti è l’informatica, insieme all’economia politica e all’economia aziendale.

Invece l’articolazione Relazioni internazionali per il marketing è finalizzata a formare diplomati che affianchino alle competenze amministrativo-finanziarie, tipiche dell’indirizzo economico, competenze relative all’ambito della comunicazione aziendale attraverso lo studio di tre lingue straniere (la terza anche non comunitaria) e l’acquisizione di strumenti tecnologici dati dalla materia di studio Tecnologia della comunicazione, aprendo una prospettiva internazionale data dall’attenzione per le differenti realtà geo-politiche studiate in economia aziendale e geopolitica e relazioni internazionali.

Durante l’intero percorso di studio, e in particolare durante gli ultimi tre anni, sono previsti incontri con imprenditori ed esperti nei vari settori economici, giuridici e fiscali, visite ed esperienze lavorative, stage e tirocini, presso imprese e aziende sia sul territorio sia a livello nazionale e internazionale.

Secondo i dati forniti dall’indagine Almadiploma l’84% dei diplomati di questo indirizzo è soddisfatto dell’esperienza scolastica complessiva sia per quanto concerne il rapporto con i docenti, sia per l’organizzazione e le strutture scolastiche, a tal punto che il 53% si riscriverebbe allo stesso indirizzo nella stessa scuola.

Dirigente scolastico

Iis Leopoldo Pirelli (Roma)

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