Commento Prof. Ustica su progetto “l’Einaudi Pareto incontra il MIT”

Ho accolto con entusiasmo la sperimentazione, ed anche con aspettative che non sono state disattese. Il progetto è stato molto stimolante sia per la classe che per me. I ragazzi hanno avuto modo di rinforzare il loro inglese continuando a fare matematica, e penso abbiano toccato con mano l’universalità del linguaggio matematico. L’incontro con una loro quasi coetanea nelle vesti di docente, può avere innescato in loro la voglia di cimentarsi con grinta e determinazione negli studi. Dal mio punto di vista, il progetto è stato un’occasione di conoscenza e confronto, per quanto indiretto, con un sistema di istruzione diverso dal nostro e con una didattica “altra”, più diretta ed incisiva, per certi versi, della nostra. Un plauso ad Amber, per la sua elasticità e laboriosità nell’affrontare nelle varie classi argomenti diversi, per il dinamismo e la passione dimostrati nel portare avanti le sue attività, per la varietà delle metodologie e strumenti didattici utilizzati, per l’abilità nella costruzione del test finale.

Dal Mit di Boston a Palermo: una laureanda americana in cattedra all’Einaudi Pareto

Per un mese l’istituto Einaudi Pareto di Palermo ha una docente d’eccezione: si tratta di Amber Van Hemel, laureanda del Massachussetts Institute of Technology di Boston

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La studentessa del Mit, Amber Van Hemel

Palermo accoglie il meglio degli Stati Uniti grazie a “Global Teaching Labs“, un progetto promosso dal Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca che consente ad istituti selezionati di ospitare i più brillanti tirocinanti del Massachussetts Institute of Technology di Boston.

A ospitare le lezioni di materie scientifiche, matematica e debate [discussione/dibattito, ndr] è l’Istituto Einaudi Pareto di Palermo di via Brigata Verona 5.

A salire in cattedrà all’Einaudi Pareto  sarà Amber Van Hemel, che si unirà al corpo docenti per un mese. Le lezioni tenute dalla tirocinante saranno tutte in inglese e la didattica sperimentata nelle classi coinvolte sarà proprio quella utilizzata al Mit di Boston.

Nello specifico si tratta del metodo «hands on» (una sorta di imparare facendo) che si basa sull’esercizio al dibattito e sviluppa competenze linguistiche, logiche e relazionali. L’oggetto di studio è il pubblico dibattito, svolto con tempi e regole precise, in cui due squadre di studenti difendono opinioni contrapposte.

«Nell’ambito del programma Global Teaching Labs sto insegnando debate e matematica in inglese a studenti del quarto anno all’Istituto Superiore Einaudi Pareto di Palermo – dice Amber Van Hemel – e gli studenti e la scuola sono stati molto accoglienti con me. Malgrado io sia qui nel ruolo d’Insegnante, è un’esperienza di apprendimento sia per me che per gli studenti».

«Ho già imparato molto sugli approcci educativi – continua Amber – l’universalità tra le differenti culture, e più di tutto sulle persone. Sono arrivata a Palermo da circa una settimana e francamente ero un po’ nervosa perché non avevo idea di cosa aspettarmi, ma ogni preoccupazione iniziale è scomparsa il primo giorno, quando sono stata accolta da molti visi sorridenti, desiderosi di incontrarmi».

Gli studenti palermitani impareranno così a ricercare e selezionare le fonti, ascoltare attivamente, argomentare, fondare e motivare le proprie tesi, lavorare in gruppo, e parlare in pubblico anche in lingua inglese.

Le lezioni sono e saranno uno stimolo per gli studenti, un modo per mettersi in discussione per apprendere strategie e metodi che rendano l’insegnamento più accattivante e, forse, più efficace. E per la tirocinante non sembra essere diverso: «Ho potuto subito lavorare con i docenti per progettare il piano delle lezioni – dice – che sarebbe stato più interessante e importante per i ragazzi. Il mio tempo all’Einaudi Pareto è stato proprio stimolante, gratificante e unico nel suo genere».

L’attività rientra nel piano di innovazione e internazionalizzazione che l’Istituto porta avanti da oltre vent’anni professionale Einaudi e il tecnico/tecnologico Pareto per dare vita ad una realtà educativa che, con i propri percorsi di studio, si propone di consegnare agli studenti un passaporto per il loro futuro.