Progetto Students Lab impresa simulata

 Progetto Students Lab impresa simulata, classe 3 C AFM tecnico, vincitrice manifestazione regionale

Ancora musica all’Einaudi-Pareto

È terminato in bellezza il progetto “Musica provata”, che ha coinvolto decine di allievi dell’Einaudi-Pareto fra gennaio e giugno. La varietà degli strumenti coinvolti (arpa celtica, chitarra classica, pianoforte e percussioni) ci ha dato modo di preparare un programma molto vario ed adatto a tutte le orecchie, con diversi brani eseguiti in ensemble.

Quella del 10 giugno scorso è stata la quarta occasione, dopo la presentazione del progetto, la Notte Bianca, e la Festa delle donne, nella quale la musica ha invaso, animandolo, il nostro Auditorium, ma è stata per noi la più bella ed importante, perché stavolta i protagonisti erano i nostri allievi. Noi, che avevamo vissuto in quelle circostanze la tensione insita in una esibizione in pubblico, ci siamo trovati a dovere far da chioccia ai nostri ragazzi, ancor più tesi e impauriti, a rassicurarli come si fa con i figli davanti allo spettro di un esame, a dir loro che “comunque vada sarà un successo”, che se si fossero commessi degli errori poco male, perché “anche i professionisti a volte sbagliano”.

Ma a prescindere dall’evento finale, e da come sarebbe andata, noi eravamo comunque soddisfatti del lavoro svolto e fieri di questi nostri ragazzi, che con il loro entusiasmo e il loro spirito di collaborazione ci avevano permesso di realizzare in pieno gli obiettivi che ci eravamo prefissi: instillare in loro l’amore per la musica e lo strumento, fare in modo che questi diventassero veicolo delle loro emozioni, accrescere la loro autostima, la loro capacità di socializzare e “fare gruppo”, realizzare in pieno l’inclusione scolastica, e forse anche, in qualche caso, contrastare la dispersione. Ed è andata bene.

Per l’ennesima volta la musica ha mostrato tutta la sua efficacia comunicativa e il suo potere aggregante, al di là delle differenze di età, sesso, razza, religione, valori etici ed estetici e tendenze politiche. Davanti ad un pubblico che a fine anno scolastico, con la scuola semideserta, non era certo quello delle grandi occasioni, ma comunque attento e partecipe, i ragazzi hanno eseguito i brani in scaletta con crescente sicurezza ed alla fine dai loro occhi traspariva tutto il sollievo, la gioia e la soddisfazione per una esibizione “tutto sommato” ben riuscita. (In fotogallery alcuni momenti dell’evento)

Unico rammarico, l’assenza forzata di un nostro allievo “storico”, quel Francesco Palmeri che era stato fra i più brillanti allievi del precedente progetto “Musical…mente”, e del nostro collega prof. Giuseppe Marino, docente di percussioni, per motivi diversi assenti, ma idealmente fra noi.

Archiviamo questa bella esperienza con la certezza di avere contribuito alla crescita di questi ragazzi in una maniera sicuramente non canonica, ma efficace almeno quanto lo sono le nostre attività didattiche curriculari. E con loro, di essere cresciuti anche noi. Così come rafforzata ne esce la nostra capacità di collaborare fra noi, grazie ad un’intesa e una complicità crescenti, che si sono spinte ben al di là di quelle richieste dal semplice essere “colleghi di lavoro.”

Chiudiamo questo nostro articolo con le parole di Veronica, che potrebbero tranquillamente essere (così ci piace pensare) quelle di Miriam o di Giuliana, di Giovanni o Ilenia, Mariachiara, Alberto (1 e 2), o Gaia, Mariam, Irene, Fabrizio, Elisabetta, Desirèe, o ancora Francesco, Francesca, Federica, Martina, insomma di uno qualunque degli allievi che hanno avuto la tenacia e la pazienza di seguirci fino alla fine: “Questo progetto mi ha appassionato molto, sia perché mi piace la musica sia perché mi ha incuriosito l’arpa. Suonarla mi ha dato la possibilità di esprimere me stessa, il mio carattere, di superare i miei limiti. Mi ha appassionato al punto di passare interi pomeriggi suonandola. Man mano che si avvicinava la data del saggio crescevano ansia e preoccupazioni, ma nonostante questo la professoressa mi ha sempre incoraggiata e mi è stata vicina. Il giorno del saggio sono arrivata carica di ansia, ma appena ho cominciato a suonare mi sono sentita più libera perché suonando riesco ad esprimermi. È stata una bella esperienza e non vedo l’ora che ricominci l’anno prossimo.“

Con questo augurio salutiamo e ringraziamo i nostri allievi, che ancora una volta ci insegnano che “forse” i nostri sforzi non sono del tutto vani…

Proff. Gabriella Mangiapane, Tania Tabbita, Giovanni Ustica